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Nel 2016, abbiamo migliorato la nostra posizione su etica e integrità. Siamo voluti andare oltre le normative e i controlli, per capire i fattori sociologici e psicologici che stanno dietro le violazioni delle norme. O, per dirla in modo semplice, perché le persone oneste a volte tengano comportamenti inappropriati.

Una cultura caratterizzata dall’integrità comincia da due idee fondamentali: che l’ambiente circostante ha un impatto significativo sulle azioni dei singoli e che è necessario comprendere e gestire le zone grigie in fatto di etica. È inoltre necessario che l’etica diventi una questione di leadership piuttosto che di obbedienza alle regole. Questo è l’approccio promosso da Guido Palazzo, professore di etica aziendale presso la School of Economics di Losanna, la persona che ci ha aiutato con un’iniziativa di formazione avviata nel corso dell’anno.

L’iniziativa era suddivisa in due parti: una conferenza su cultura, pressione dei pari e altri fattori ambientali e un gioco di carte sui dilemmi etici. Ai partecipanti al gioco veniva chiesto di parlare di situazioni difficili, come i rapporti con clienti e fornitori, di conflitti di interessi e di problemi relativi ai colleghi. Dimostrando che raramente la risposta giusta è una sola, abbiamo voluto consolidare la capacità dei partecipanti di gestire situazioni diverse. Queste discussioni hanno inoltre consentito ai partecipanti di sentirsi maggiormente a proprio agio nel momento di parlare dei dilemmi che si erano trovati ad affrontare.

L’iniziativa relativa alla formazione è partita dal’Executive Management Team ed è poi stata portata alla nostra conferenza sulla gestione con 150 responsabili di primo livello dell’azienda. Sono circa 1.000 i responsabili che entro l’inizio del 2017 hanno partecipato al progetto, che sarà integrato nelle nostre normali attività di sviluppo della leadership.

Ampio programma antitrust

Una concorrenza libera e senza distorsioni è la base di ogni società civile, nonché una condizione preliminare per ogni operazione commerciale sostenibile. Svolgiamo operazioni complesse in molti paesi di diverse culture. Come azienda, siamo quindi esposti al rischio di violare le norme sulla concorrenza e siamo anche soggetti a determinate indagini da parte di garanti nazionali della concorrenza. La violazione di queste norme non è mai accettabile ed è in diretto contrasto con i valori aziendali. Prendiamo molto sul serio quanto detto e abbiamo pertanto creato un dettagliato programma interno di formazione, consolidato nel 2016. Il programma prevede un’analisi del rischio, formazione in diverse modalità (e-learning, workshop), linee guida, l’approvazione per determinati contatti con la concorrenza e periodici promemoria.

Attenzione puntata sui diritti umani

Per fare in modo che i diritti umani siano rispettati in tutti gli aspetti della nostra attività, ci adoperiamo per comprendere e gestire i rischi in quest’area. 

Durante il 2016, abbiamo sviluppato un modello per aiutare le nostre diverse unità a mappare i rischi delle violazioni dei diritti. La business unit aziendale in America Latina è stata la prima a usare il modello. Questo lavoro è partito da un workshop per la dirigenza in America Latina. Ai partecipanti sono stati presentati i Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani; in seguito gli stessi hanno dovuto disegnare una mappa del rischio complessivo per la regione. La seconda fase ha visto analoghi workshop e mappature del rischio per Messico, Cile, Brasile e America Centrale. Verranno implementati anche piani d’azione per la gestione delle aree ad alto rischio. I piani saranno definitivi entro il 2017.